Comune di San Pietro in Gu

Arte

A partire dalla Repubblica di Venezia il territorio fu amministrato da importanti famiglie patrizie vicentine, quali i Capra, i Negri, i Cappello, i Barbaran, i Sesso, i Cianciulli, i Cuman, gli Zilio ecc. Le dimore di questi nobili sono tuttora gli edifici più importanti ed artisticamente più significativi del Comune.

Villa Negri-Rigon
Questa è tra le dimore più antiche del paese; venne costruita ai primi del 1400, ampliando una precedente torre difensiva e di vedetta medievale, probabilmente del 1200, ora inglobata nella parete est dell'edificio, ma visibile sulla parete nord. La villa presenta le caratteristiche strutture gotiche; è appartenuta alla famiglia Capra, come testimonia l'acquisto da parte di Enrico Capra, figlio di Vincenzo, del feudo di San Pietro in Gu, avvenuto l'11 aprile 1407. Successivamente l'edificio è passato nelle mani della famiglia Negri che lo ha posseduto fino all'inizio del XX secolo. Il prospetto principale della villa conserva ancora due dei tre archi a tutto sesto del portico che sono segno esterno della suddivisione dei saloni interni con il soffitto a crociera. Sulla facciata possiamo ancora leggere sotto il cornicione una trabeazione dipinta con motivi floreali. L'insieme molto lineare è interrotto unicamente da un'elegante bifora.

Villino Capra-Boschetti
Il villino Capra-Boschetti, di origine medievale, viene annunciato dallo stemma araldico della famiglia Capra scolpito sulla chiave dell'arco del cancello d'ingresso. Il villino trova le sue origini nel XII secolo, ma successivamente ha subito vari ampliamenti e modifiche. Il recente restauro ha messo in luce gli antichi elementi tardogotici. La villa era già poseeduta da Bomporto Capra nel 1445, appartenente alla omonima stirpe vicentina. Sono probabilmente di questa epoca le modanature delle finestre a sesto acuto, ora inglobate nella struttura muraria. Assieme a queste ritroviamo sulla facciata ancora tracce delle decorazioni pittoriche fitomorfiche, tipiche del gusto gotico e un affresco con una Madonna e Bambino del XIV secolo, bisognoso di restauro. Appartenente al XVII secolo è invece il bellissimo cornicione in cotto, di gusto emiliano, così come la centina del portale d'ingresso. Nel 1922 l'edificio passò di proprietà alla famiglia Boschetti, in seguito ad un incendio che convinse la famiglia Capra a cedere questa prestigiosa residenza.

Villa Zilio
La storia di Villa Zilio è legata alle vicende delle nobili famiglie Cuman e Zilio, entrambe di origine vicentina. La villa assieme a centotrenta campi adibiti a risaie, divenne proprietà dei Cuman nel 1639, quando era dimora della famiglia Gorgo che l'aveva acquistata nei primi del 500. Infine, la famiglia Zilio ha ereditato il complesso nel 1843. L'insieme del corpo padronale con le barchesse, le stalle e la falegnameria è impreziosito da un pregevole oratorio tardo barocco del 1705, dedicato all'Immacolata che si distingue per l'eleganza delle modanature e del cancelletto d'ingresso. Particolare è anche l'intonaco rosso che distingue i rustici sparsi nella campagna circostante.

Villa Zilio Villa Zilio

Villa Casarotto
Villa Casarotto risale al 1630e fu edificata dal Conte Ottaviano Capra; in seguito passò alla famiglia Pedrazza e quindi Casarotto. L'aspetto attuale è frutto dell'ampliamento di un edificio precedente adibito a magazzino, con una facciata semplice ed un tetto ad unica falda. Questo edificio è stato a sua volta costruito a fianco di un torrione che apparteneva probabilmente all'insediamento medievale. La villa è caratterizzata da una monumentale facciata molto lineare nell'insieme che si distingue per le marcate midanature, ora messe in risalto da un sapiente restauro. Ad ovest del corpo centrale si sviluppa un'ampia ed ariosa barchessa ritmata da archi a tutto sesto.

Villa Sesso-Cianciulli
Villa Sesso-Cianciulli risale probabilmente al XVII secolo. L'armonica facciata del corpo centrale è caratterizzata da eleganti lesene scanalate che si distinguono nel giallo dorato dell'intonaco della parete.

Villa Biasia
Non mancano poi significativi edifici legati alla presenza monastica nel territorio, come ad esempio Villa Biasia in località Barche. L'edificio del XVIII secolo si caretterizza per un ampio porticato che ricorda infatti i chiostri monastici; è noto che l'edificio è stato un tempo sede conventuale; all'interno troviamo infatti una cappellina che porta la data 1790, con un piccolo campanile a vela. Poco lontano dal'edificio sempre all'interno della stssa tenuta, troviamo alcuni resti di quella che un tempo era la Chiesetta di San Francesco dove fino all'800 i monaci domenicani di Santa Corona di Vicenza officiavano la Santissima Messa una volta alla settimana.

La Chiesa Parrocchiale
L'attuale Chiesa Arcipretale, intitolata a San Lorenzo, è stata costruita a partire dal 1906 ed ultimata con il monumentale pronao nel 1937. L'edificio è stato costruito inglobando la vecchia chiesa del XVIII secolo più piccola, ma molto armonica nel suo discreto stile barocco. Di questo edificio si conservano solamente due pregevoli altari ed alcune grandi tele che un tempo erano collocate nell'abside. All'interno, l'unica ariosa navata è ritmata da sei cappelle. Pregevole è il settecentesco dipinto di Giuseppe De Pieri, collocato sopra l'altare maggiore, raffigurante la Madonna, San Pietro e San Lorenzo. Molto bello è anche l'altro dipinto di Giandomenico Crosato. A completare l'insieme, troviamo un ciclio di affreschi del 1959, ispirati al "Credo", opera del pittore vicentino Bepi Modolo.

La Chiesa parrocchiale di San Lorenzo                       Interno della Chiesa

Il Campanile
Iniziò ad essere costruito nel 1817 durante il cosiddetto "anno della fame" e fu completato nel 1819. La sua forma è molto elegante grazie ad una perfetta proporzione tra la canna, la cella campanaria con quattro frontoni classici ed il tamburo poligonale che sorregge la cupola. Il vecchio campanile era colocato a nord-est della chiesa settecentesca e divenne famoso perchè Napoleone Bonaparte vi salì per osservare la "Battaglia del Branta" nel 1796.

Il campanile

La Chiesa di San Michele in Armedola
Gli studi su questa importante chiesa fanno risalire la sua origine nel XIII secolo, in quanto citata nella "Rationes Decimarum"(1297). Gli affreschi della facciata risalgono probabilmente alla seconda metà del XV secolo, fatto avvalorato dal confronto con altri affreschi coevi. L'interno, nella parete sud, mostra altri affreschi con la Madonna, San Giovanni Battista e Santo Stefano vestito con i paramenti liturgici e la tipica tonsura dell'ordine monastico benedettino. Probabilmente gli affreschi sono stati eseguiti durante il periodo della giurisdizione sul territorio del nobile Vincenzo Thiene, tra il 1340 e il 1405 circa. La parte del presbiterio è stata completamente rifatta tra il '600 e il '700. 
Gli scavi effettuati nel corso degli ultimi restauri condotti sotto il patrocinio della Sovrintendenza, ahnno messo in luce l'abside perfettamente circolare con il cippo d'altare e le fondamenta della Pieve originaria, alla quale appartiene la parte affrescata.

Palazzo Municipale
Il Palazzo Municipale risale all'VIII anno dell'era fascista. L'architetto ha scelto una tipologia inusuale per la nostra zona, ovvero il palazzo fiorentino. Nella facciata principale l'insime è molto armonico ed elegante grazie alla tessitura dei mattoni a vista, alle bifore centinate a tutto sesto e alle decorazioni floreali monocrome del marcapiano e delle fasce angolari. L'ingresso si apre verso il vano delle scale con un bellissimo soffitto policromo a finti cassettoni. In basso, un festoso fregio con putti e ipocampi s'interrompe con lo stemma araldico del Comune, in asse con la'mpio finestrone. Al primo piano si trova una loggia con eleganti pilastrini in pietra di Vicenza, he sorreggono un architrave in legno.

Il Palazzo Municipale Il Palazzo Municipale

Il Centro Civico Cav. E. Rizzetto
Costruito nel 1881 dal primo sindaco di San Pietro in Gu, il Cavaliere Emilio Rizzetto, l'edificio fu sede dapprima del Municipio e della Scuola Elementare. Il progetto, di un certo ingegner Sartori, all'origine comprendeva anche un attico con l'insegna della scuola, ora tolto. Il restauro del 1992 ha restituito all'edificio la sua caratteristica monumentalità, anche se in origine la facciata principale era interrotta da fasce e marcapiani di colore bianco. Oggi i locali dell'edificio sono sede di una banca ed ospitano al piano superiore la Biblioteca, la sede della Pro Loco e di alcune associazioni del paese.