Regione Veneto

Per quali immobili si paga

L’IMU deve essere versata nel momento in cui si possiedono:
  • FABBRICATI oppure,
  • AREE FABBRICABILI oppure,
  • TERRENI AGRICOLI.
 
Il FABBRICATO è l'unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza.
Il FABBRICATO di NUOVA COSTRUZIONE è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato.
L’AREA FABBRICABILE è l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità.


VAI AI VALORI DI RIFERIMENTO AREE EDIFICABILI IMU (applicabili anche per l'anno in corso)

Nel caso in cui l’area fabbricabile fosse posseduta da un AGRICOLTORE essa è considerata come non fabbricabile in presenza di entrambi i seguenti requisiti:
 
  • l’area deve essere condotta da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale (si considerano coltivatori diretti od imprenditori agricoli a titolo principale, le persone fisiche iscritte negli appositi elenchi comunali previsti dall'articolo 11 della legge 9 gennaio 1963, n. 9, e soggette al corrispondente obbligo dell'assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia; la cancellazione dai predetti elenchi ha effetto a decorrere dal primo gennaio dell'anno successivo);
  • sull’area deve persistere l'utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali.
 
Il Comune, su richiesta del contribuente, fornisce l’attestazione se un'area sita nel proprio territorio è fabbricabile.

Il TERRENO AGRICOLO è il terreno adibito all'esercizio di una delle seguenti attività:
 
  • coltivazione del fondo,
  • silvicoltura,
  • allevamento di animali e attività connesse.
 
All’interno di queste tre categorie di carattere generale il legislatore dispone una specifica disciplina per alcune tipologie di immobili, e precisamente:
 
  1. l’abitazione principale
  2. i fabbricati inagibili e inabitabili e i fabbricati di interesse storico-artistico
  3. gli immobili esenti ed esclusi, per i quali non è dovuto alcun versamento

A)        L’ABITAZIONE PRINCIPALE É ESCLUSA ECCETTO A/1, A/8 e A/9

A seguito della modifica dell’art. 13 co.2 D.L. n. 201/2011, l'imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e delle pertinenze relative.
 
Ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 23/2011 l’ABITAZIONE PRINCIPALE è l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Per poter considerare un immobile quale abitazione principale occorrono quindi i seguenti due requisiti:
  • la residenza anagrafica e,
  • la dimora abituale nell’immobile del possessore e del suo nucleo familiare.
 
Inoltre, viene meno la possibilità di considerare abitazione principale due unità immobiliari utilizzate ad abitazione principale.

Per PERTINENZE dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.

Conseguentemente, potranno essere considerate pertinenze:
  • un solo magazzino o locale di deposito (C/2);
  • un solo box (C/6);
  • un solo solaio (C/7).
 
B)        IMMOBILI SOGGETTI A RIDUZIONI
  • IMMOBILI  ABITATIVI  DATI  IN  COMODATO  A  PARENTI
 
A decorrere dal 2016, ai sensi dell’art. 1, co. 10, della L. n. 208/2015, per le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito ad un parente in linea retta di primo grado, genitore-figlio e figlio-genitore, è stata introdotta la riduzione del 50% a favore del comodante della base imponibile dell’IMU e della TASI, alle seguenti condizioni:
  1. l’abitazione deve essere concessa in comodato a un parente in linea retta entro il primo grado che vi abbia stabilito la residenza anagrafica di tutto il nucleo familiare e che quindi la utilizzi come abitazione principale;
  2. l’abitazione concessa in comodato non deve essere accatastata in categoria A/1, A/8 e A/9;
  3. il comodante (chi concede il bene in comodato)non deve possedere altri immobili ad uso abitativo in Italia ad eccezione della propria abitazione di residenza, ubicata nello stesso comune dell’immobile concesso in comodato, non classificata A/1, A/8 e A/9;
  4. il contratto di comodato deve essere registrato;
  5. il comodante deve entro il 30 giugno dell'anno successivo presentare l’attestazione del possesso dei requisiti mediante l'ordinaria dichiarazione IMU di cui all’art. 9, co. 6, d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23;
L'agevolazione decorre dalla data della stipula del contratto. Ai fini del calcolo, il mese durante il quale il possesso dell’immobile in comodato si è protratto per almeno 15 giorni dalla data della stipula è computato per intero.
Si chiarisce che il contratto di comodato può essere redatto in forma scritta o verbale. Per poter beneficiare dell’agevolazione suddetta, entrambi i contratti devono essere registrati entro 20 giorni dalla stipula dello stesso.
Nel caso in cui un fabbricato concesso in comodato risultasse anche storico, la riduzione del 50% della base imponibile è cumulabile con quella prevista per gli immobili storici; quindi la riduzione spettante ammonta al 75% della base imponibile.
 
  • IMMOBILI  LOCATI  A  CANONE  CONCORDATO
A decorrere dal 2016, ai sensi dell’art. 1, co. 53, della L. n. 208/2015, per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75 per cento.
  • IMMOBILI  D’INTERESSE  STORICO  O  ARTISTICO,  INAGIBILI  E  INABITABILI
L’art. 13, comma 3, del D.L. 201/2011, come successivamente modificato dal D.L. 16/2012, stabilisce che per i fabbricati d’interesse storico o artistico (di cui all’articolo 10 del d.lgs. n. 42/2004) ed i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati (limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni) la base imponibile è ridotta del 50 per cento.
Nel secondo caso, il legislatore stabilisce che il requisito dell’inagibilità/inabilità possa essere integrato a mezzo di accertamento dell’ufficio tecnico comunale (con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione).
In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.
 
 
C)        IMMOBILI  ESENTI / ESCLUSI
Sono esenti dal pagamento dell'IMU:
  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, da regioni, province, comuni, comunità montane,consorzi fra detti enti, enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente a compiti istituzionali;
  • i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'ISTAT;
 
Si applicano inoltre le esenzioni previste dall'art.7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h), ed i) del d.lgs. 504/92 ovvero:
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali (art.5-bis D.P.R. 601/73),
  • i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli art. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13,14,15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n.810;
  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per le quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
  • i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'art. 15, legge 27 dicembre 1977, n. 984;
  • gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali (dal 2012) di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'art. 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.
  • in caso di utilizzazione mista (non esclusiva) l'eventuale variazione catastale, volta a rendere autonoma l'unità immobiliare nella quale è esercitata l'attività, ha effetto fiscale soltanto a partire dall' 01/01/2013 – art 91-bis, comma 2, legge 24/3/2012 n. 27. Qualora non sia possibile l'accatastamento autonomo, l'esenzione si applica in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile come risulta da apposita dichiarazione.
 
Per effetto del D.L. 102/2013 convertito nella Legge n. 124 del 28/10/2013, a decorrere dal 1° gennaio 2014, sono inoltre esenti dall'IMU:
  • i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.
 
Per effetto della Legge n. 147/2013 non si applica dall'anno 2014 l'IMU alle seguenti categorie di immobili:
  • abitazione principale e relative pertinenze (una per categoria catastale C/2, C/6 e C/7), esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
    • l'alloggio/casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio
    • unità immobiliari: alloggi e pertinenze (una per categoria catastale C/2, C/6 e C/7) assegnati dalle Cooperative Edilizie a proprietà indivisa ai soci ed effettivamente utilizzate quale abitazione principale;
    • un unico immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del Decreto Legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
    • fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 22 aprile 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;
    • fabbricati rurali ad uso strumentale: di cui all'art. 9, comma 3-bis, del D.L. 30.12.1993, n. 557 convertito nella Legge n. 133/1994 e previsti dal comma 8 dell'art. 13 del Decreto Legge n. 201/2011 e successive modificazioni.
 
Per effetto della Legge n. 80/2014 non si applica dall'anno 2015 l'IMU alla seguente categoria di immobili:
  • AIRE: è considerata abitazione principale una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato, iscritti all’AIRE, già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.
Dal 2016 questo immobile risulta in ESENZIONE TASI ed ESENZIONE IMU.
(art.13, c.2 D.L. 201/2011 modificato dal D.L. n. 47 del 28 marzo 2014, convertito in Legge n. 80 del 23 maggio 2014; art.1, c.14 lett. a) e b) L.208/2015 )
 
Per effetto della Legge n. 208/2015 non si applica dall'anno 2016 l'IMU alle seguenti categorie di immobili:
  • i terreni di proprietà e condotti da CD e IAP con iscrizione previdenza agricola;
  • agli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica (art. 1, co. 10)
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